Abruzzo da vedere – La Riserva Regionale Naturale Regionale del Borsacchio
LA RISERVA NATURALE REGIONALE DEL BORSACCHIO
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La Riserva del Borsacchio è uno dei luoghi più suggestivi della costa abruzzese. Nata nel 2005 per salvaguardare il patrimonio naturale dalla cementificazione, tutta l’area è un prezioso scrigno di biodiversità.
La Riserva si estende su 1100 ettari tra Roseto degli Abruzzi e le frazioni di Cologna Spiaggia e Montepagano ed è caratterizzata da un paesaggio collinare e litoraneo ancora integro dal punto di vista ambientale.
Dalla collina alla spiaggia, attraversando la Pineta Mazzarosa e il torrente del Borsacchio, passando tra calanchi e dune viviamo la magia di un’area protetta in cui la natura è ancora intatta e merita di essere esplorata.
Una Bellezza Autentica.
Qui la natura viene preservata da fenomeni di antropizzazione e urbanizzazione ed è un luogo di grande interesse naturalistico, grazie ad una una vegetazione che si è adattata all’ambiente sabbioso, caratterizzato dalla duna pioniera e da un retroduna consolidato.
La Riserva del Borsacchio è abitata da circa 120 specie di piante, tra le quali molte sono rare in Abruzzo e inserite nelle liste rosse come piante gravemente minacciate o vulnerabili. In quest’ottica nasce il progetto di recupero delle viti abbandonate chiamato “Viti in Riserva”.
Di fondamentale importanza è il lavoro costante di protezione e promozione dell’area svolta dai numerosi e appassionati volontari dell’associazione Guide della Riserva del Borsacchio.
Protagonisti dell’area protetta sono anche diversi mammiferi roditori, insetti e molte tipologie di uccelli. Primo fra tutti il simpaticissimo e amato Fratino, un piccolo uccello bianco a rischio di estinzione che grazie alla meravigliosa spiaggia protetta, riesce a nidificare.
La Riserva Naturale del Borsacchio è stata istituita con Legge Regionale 8 febbraio 2005, n.6 (art.69), poi revisionata definitivamente nei confini con Legge Regionale 26 giugno 2012, n.29. L’istituzione della Riserva nel 2005 fu l’epilogo felice di una lunga lotta di una Collettività a difesa del proprio patrimonio naturale e allo stesso tempo segnò la nascita del Comitato per la Riserva e il principio di una piccola guerra volta a sollecitare la realizzazione di quanto stabilito dalla Legge Regionale, da parte delle istituzioni di competenza.
Il riconoscimento della zona costiera di Roseto come sito di interesse pubblico era avvenuto già con Decreto del Ministro della Pubblica Istruzione del 27 marzo 1963. Il decreto poneva di fatto un vincolo panoramico alla fascia costiera, poi successivamente esteso alla retrostante zona collinare con Decreto del Ministero della Pubblica istruzione del 18 novembre 1969. Roseto, la sua spiaggia e le sue colline venivano dunque sottoposte a tutela ambientale perché zone di eccezionale bellezza.
A questa tutela e a questa bellezza pensò il capogruppo regionale di Rifondazione Comunista, Angelo Orlando, quando, il 7 luglio 2004 presento’ la proposta di legge per l’Istituzione della Riserva Naturale del Borsacchio, a cui seguì, l’8 febbraio 2005, la Legge istitutiva. Si poneva così un freno alla volontà di sviluppo di progetti edilizi da parte di gruppi imprenditoriali privati.
Ad oggi, se è giusto sottolineare che, grazie alla creazione della Riserva, si è stati in grado di preservare gran parte del patrimonio ambientale rosetano, è altresì doveroso ammettere che la riperimetrazione della Riserva avvenuta nel 2012 ha reso impossibile tutelare una parte dell’area di incontaminata bellezza attigua alla foce del torrente Borsacchio
Attualmente la Riserva si trova nel territorio del Comune di Roseto, insiste su un’area di 1100 ettari, protegge un territorio non fortemente urbanizzato e di rara bellezza ed è una vera risorsa naturalistica.
Con un emendamento alla Legge di stabilità regionale 2024 della Regione Abruzzo (divenuto poi l’art. 25 della Legge regionale 25 gennaio 2024, n. 4), il Consiglio regionale abruzzese ha deliberato di fatto la cancellazione della Riserva regionale del Borsacchio nel Comune di Roseto degli Abruzzi (TE), riducendola del 98% del suo perimetro che è passato dagli originari circa 1140 ettari a 24.
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