Abruzzo da vedere – Lago di Scanno, Villa Lago e L’eremo di San Domenico
Visualizzazione 3D Lago di Scanno (L’Aquila)
Lago di Scanno, una perla autentica per amatori e sportivi
I romantici sono conquistati dalla sua forma a cuore, gli sportivi e gli amanti della natura ne ricercano il lato selvaggio dall’indiscutibile incanto: il Lago di Scanno è lo specchio d’acqua più suggestivo e visitato d’Abruzzo.
Una rete di contrasti cromatici, sfumature e chiaroscuri che giocano con l’azzurro del cielo, il verde fitto della vegetazione e il bianco delle vette spesso innevate. E poi una storia fatta di eventi e leggende.
Formatosi dopo una frana ciclopica dal Monte Genzana, il Lago di Scanno è un luogo di grandissimo fascino. Gli esperti ne fanno risalire l’origine circa 3000 anni fa, ma una leggenda locale lo colloca ben più indietro nel tempo: si racconta sia stato creato durante una guerra in cui i soldati romani fronteggiarono Battifolio, un re locale. Di fronte alla certa sconfitta, Battifolio fece un incantesimo che ricoprì di acqua il campo di battaglia, dando vita al lago che impedì l’avanzata dei nemici.
Situato ai piedi dei fitti boschi della Montagna Grande, il lago di Scanno, parte della Riserva del Monte Genziana, è una vasta conca a 922 metri sopra il livello del mare che raggiunge un massimo di 36 metri di profondità. Attrattiva turistica principale della valle del Sagittario, è da anni una meta ambitissima per chi ama godere della bellezza del luogo e del clima, della comunione con la natura e di acque e rive invitanti.
Una volta in zona, è irrinunciabile la visita a Scanno, uno splendido paese d’impronta medievale tra i più noti e caratteristici d’Abruzzo. Il centro storico, con le sue antiche case addossate le une alle altre, i palazzotti, le scalinate e i fitti vicoli, conserva ancora una fiorente tradizione di oreficeria e di merletti a tombolo.
Risalendo per le Gole del Sagittario che portano a Scanno, è possibile visitare il lago di San Domenico caratterizzato dall’Eremo di San Domenico, una grotta scavata nella roccia calcarea nella quale, secondo la tradizione, datata intorno all’anno 1000, soggiornò San Domenico. L’eremo, che si raggiunge percorrendo un incantevole ponte in stile medievale, è dedicato al monaco benedettino proveniente da Sora in nome dei miracoli compiuti nel corso delle sue peregrinazioni.
Tra i luoghi insoliti nella zona spicca la chiesa dedicata a Santa Maria Dell’Annunziata, detta Madonna del Lago, sulla sponda sud. Meta di pellegrinaggi e devozioni, custodisce ricchi affreschi di pittori della zona.
Questa perla abruzzese richiama anche gli amanti del mistero: i sommozzatori dell’INGV hanno confermato che, nella parte settentrionale del lago, è possibile misurare l’attività di campi magnetici con anomalie che hanno dato vita a leggende, ricostruzioni e storie affascinanti.
Se le passeggiate immersi nella natura e nel silenzio riconnettono con il mondo, le acque verdi e cristalline fanno da cornice a escursioni in canoa o in pedalò, sport d’acqua. Pescatori e amanti del birdwatching avranno di che divertirsi. Florida la fauna ittica mentre la superficie, a seconda delle stagioni, è animata da germani reali, aironi, svassi e gallinelle d’acqua.
La tradizione culinaria della zona è di origine casalinga e pastorale, con sapori intensi e schietti: formaggi di capra, carne alla brace, primi piatti gustosi e pesce pescato direttamente dal lago. Anche la pasticceria corteggia i più golosi con biscotti secchi, ferratelle, mostaccioli e pan dell’orso.
Scanno
Nota anche come “la città dei fotografi”, Scanno è una località che si trova le sponde del lago omonimo ed è una meta molto ambita sia in estate che in inverno. – https://turismo.abruzzo.it/laquila/scanno/
Arroccata su uno sperone di roccia a 1050 metri d’altitudine, Scanno è una piccola cittadina immersa nel verde della Valle del Sagittario. Considerato uno tra i borghi più belli d’Italia Scanno si trova all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo ed è una meta ideale sia d’estate che d’inverno grazie ai suoi numerosi punti di interesse e alle molteplici attività che si possono praticare in questa zona. Dal trekking alle escursioni in mountain bike, dall’equitazione allo sci di fondo, Scanno è una località che conquista diverse tipologie di visitatori. La città ha origine antiche e sembra fosse abitata già in epoca romana ma è tra Ottocento e Novecento che questa località conquista con il suo fascino fotografi e artisti sia italiani che stranieri. Per questo Scanno è conosciuta come “la città dei fotografi” perché i suoi bellissimi scorci e la sua gente sono i soggetti di numerosi scatti realizzati da autori come Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli, Renzo Tortelli. Una delle foto scattate a Scanno da Mario Giacomelli, nota come Il bambino di Scanno, è entrata a far parte della collezione di opere fotografiche del Museum of Modern Art di New York. – https://turismo.abruzzo.it/laquila/scanno/
Il piccolo borgo di Scanno è uno dei paesi che si affacciano sul lago omonimo ed è composto da una rete di tortuose viette e stradine circondate da palazzi signorili, portali decorati e antichi archi. Caratteristiche di questo paese sono le scalinate d’ingresso ai palazzi che sono note come le cemmause. Il paese si può scoprire a piedi percorrendo un itinerario circolare noto come la Ciambella, un percorso ad anello che parte e arriva presso la chiesa cittadina. La chiesa più importante del paese è la Chiesa di Santa Maria della Valle4 che si presenta in stile romanico abruzzese e che al suo interno custodisce ancora tracce di affreschi medievali, mentre nel presbiterio è conservato un coro ligneo. Una tra le più belle piazze cittadine è senza dubbio Piazza San Rocco5 dove si trova affacciato Palazzo Mosca, un edificio davvero signorile. Camminando per la cittadina troverete diverse botteghe di artigianali, tra le quali numerose sono quelle orafe dove è possibile ammirare la presentosa, un gioiello di fidanzamento che la donna indossava per annunciare che si era fidanzata. Tra i punti di maggiore interesse in città ci sono il Museo della Lana6 che è stato costruito con le pietre di un’antica porta cittadina e che custodisce strumenti e documenti della vita quotidiana a Scanno tra il 1850 e il 1930. Cosa fare in estate a Scanno Il borgo di Scanno è una meta perfetta in ogni stagione dell’anno, in estate in particolare ci sono molteplici sport e attività outdoor che possono essere fatte. I sentieri di questa zona un tempo erano le principali vie di comunicazione tra le comunità delle valli, mentre oggi sono dei percorsi escursionistici immersi in una stupenda cornice naturale. Escursioni nella natura Attorno al lago di Scanno si è sviluppata una rete di sentieri di diversa lunghezza e difficoltà che permette di eseguire escursioni di diverso tipo. Da Scanno un sentiero di media difficoltà conduce prima fino al vallone del Carapale e poi al valico delle Ciminiere. I più preparati possono percorrere la salita più ardua dell’area che è quella che parte dai 900 metri d’altitudine del lago sino alla cima della Terratta a 2202 metri. Molto belle anche le escursioni lungo la valle di Ciaccariello, nella zona del Campitello, nel vallone di Tempesta o presso i Monti della Corte. Infine, risultano essere molte suggestive anche le escursioni che portano sulla frana del Monte Rava e verso Castrovalva. Mountain Bike e percorsi in bici Dal borgo di Scanno partono anche una decina di percorsi ciclabili, più o meno tecnici, da fare in bicicletta; alcuni di questi permettono di raggiungere anche località vicine come Bisegna, Pescasseroli, Anversa degli Abruzzi. La maggior parte dei percorsi si snodano lungo strade sterrate o sentieri e solo in piccola parte su asfalto. Tra i più belli c’è sicuramente il Percorso del Gran Fondo degli Stazzi un itinerario che si sviluppa all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo e che viene spesso scelto anche per gare di mountain bike. Il percorso prevede ben con due scollinamenti a quota 1600 metri ed è estremamente tecnico sia in salita che in discesa. Un altro percorso molto interessante è quello che permette di raggiungere il comprensorio sciistico dell’Aremogna e il paese di Roccaraso. La maggior parte dell’itinerario si snoda su sterrato ad un’altitudine superiore ai 1700 metri e presente un dislivello in salita di 1380 metri. Gole del Sagittario Le Gole del Sagittario sono un paradiso naturale che si trova all’interno Riserva naturale guidata Gole del Sagittario. Estese su un’area di circa 450 ettari e circondate da alte parete rocciose, le gole si sono formate grazie all’azione erosiva delle acque del fiume Sagittario. All’interno della Riserva si trovano numerosi sentieri che permettono scoprire panorami mozzafiato e scorci straordinari. Quest’ambiente incontaminato e selvaggio vede la presenza anche di diverse specie animali come lupi e orsi marsicani. Seggiovia Scanno-Collerotondo Da Scanno è possibile prendere la Seggiovia per Collerotondo7 che dai 1050 metri di altezza del paese permette di raggiungere i 1615 metri del rifugio di monte Rotondo. Questa zona è molto frequentata sia in inverno grazie alla presenza di un comprensorio sciistico sia in estate dato che in quota sono presenti l’area faunistica del cervo e diversi percorsi per trekking, down hill e sterrato per mountain bike. Il Rifugio che si trova a Collerotondo8 offre servizio di ristorante dove poter mangiare e da lì è possibile ammirare paesaggi stupendi sul panorama circostante. – https://turismo.abruzzo.it/laquila/scanno/
Villalago
In località San Pietro, dove sorgeva l’omonimo monastero benedettino (sec. XI-XVI) fu ritrovata un’epigrafe romana, risalente al II secolo d.C. In località Villa Vecchia, vennero ritrovati generici resti di un recinto di età primitiva, probabilmente apppartenuti ad un antico insediamento fortificato di origine peligna. Fra le contrade Casale e Porcile, infine, resti di un pavimento con residui di muri, 26 statuette di Ercole, clavate e con leonté (pelle di leone) e, infine, un piccolo bue hanno fatto ipotizzare la presenza di un piccolo luogo di culto dedicato a Ercole, assai diffuso nella Valle del Sagittario e nella Conca di Sulmona.
Non si hanno notizie certe e documentate dalla caduta dell’Impero romano d’Occidente al periodo delle invasioni barbariche. Durante il periodo longobardo Villalago fu annessa al Ducato di Spoleto. In questo periodo il contado peligno divenne regione valvense. Intorno all’VIII secolo incomincia ad essere menzionata la località di Flaturno, citata nuovamente nel 996. Tra la fine del X secolo e il primo ventennio del secolo seguente San Domenico abate abitò nei pressi di Villalago, in località Plataneto o Prato Cardoso dove eresse un altare in onore della Trinità.
Negli anni attorno al Mille il borgo risulta citato come Villa de Lacu quando venne fondato da coloni provenienti da varie aree, in quanto attirati religiosamente dal monastero di San Pietro in Lago, i cui resti sono ancora visibili a circa a un chilometro a nord di Villalago. La motivazione di chiamare il luogo Villa de Lacu o Villam de Lacu invece che Castrum de lacu sarebbe da ricercare nel fatto che si il paese fosse un luogo non cinto da mura e aperto con unica struttura non solo difensiva nella rocca ma anche politico-economica.
Dopo la morte di San Domenico il monastero di San Pietro entrò in pieno possesso dei Conti di Valva, il cui dominio si easurisce nel XV secolo circa. Nel 1568 Villalago si dichiarò Università e comune autonomo. In questo modo il borgo non fu mai soggetto al feudalesimo. Con il crollo del Regno delle due Sicilie fu assorbita dal Regno d’Italia e in seguito alla decadenza della pastorizia il paese fu interessato dall’emigrazione, poi si è cercato di tamponare questo fenomeno con l’artigianato, il turismo e l’ambiente.
Tra le altre famiglie feudali vi furono i Manso (nel 1621), con il celebre letterato Giovanbattista, biografo del Tasso. Tra Ottocento e Novecento risentì dell’influenza della famiglia borghese dei Lupi, come ricorda il nome della piazza principale del paese, intitolata all’avvocato Celestino Lupi, morto durante la prima guerra mondiale. Dopo l’eversione dei feudi segui le sorti delle vicine Scanno e, in tono minore, di Anversa degli Abruzzi.
Meritano sicuramente una visita l’Eremo di San Domenico, la parrocchiale della Madonna di Loreto, la chiesa di San Michele Arcangelo, di epoca normanna, la Rocca di Villalago, dalla quale si gode di una splendida vista sulle Gole del Sagittario, ed infine del museo delle arti e delle tradizioni popolari, ospitato nel vecchio municipio.
EREMO DI SAN DOMENICO
https://www.abruzzocitta.it/luogo/eremo-di-san-domenico/
Inizio modulo
Nel territorio di Villalago, provincia de L’Aquila, Abruzzo, si trova l’eremo di San Domenico, alla cui struttura si accede tramite un passaggio su una diga che collega le due sponde dell’omonimo lago di San Domenico. La leggenda vuole che sia stato proprio il santo, intorno all’anno mille, a scavare la grotta con le sue mani. San Domenico abate nacque a Foligno nell’anno 951. Il santo trascorse molti anni della sua vita in solitudine, da eremita, ed alcuni di essi li passò in meditazione nella grotta che ai nostri giorni porta il suo nome. Divenuto famoso per la sua santità e per una serie di miracoli a lui attribuiti, visse venerato da tutte le popolazioni circostanti. Dal complesso delle testimonianze che costituiscono la memoria della vita del santo, quasi tutti gli studiosi attribuiscono alla volontà di San Domenico l’edificazione del monastero di San Pietro de Lacu, primo nucleo del borgo di Villalago, oggi in località Villavecchia, e la chiesa di Prato Cardoso, situata davanti la grotta di San Domenico, così definita perché situato nella omonima località di Prato Cardoso. Tutto ciò sarebbe avvenuto su invito dei conti Berardo, Teodino ed Oderisio di Valva che esortarono il monaco ad edificare un monastero. Fu proprio grazie ad una concessione territoriale di Oderisio che San Domenico avrebbe potuto portare a termine l’ambizioso progetto. Molto probabilmente la chiesetta di Prato Cardoso, l’attuale chiesa di San Domenico, in un primo momento risultava essere una umile e semplice struttura in grado di poter ospitare sia la vita comunitaria che quella monastica. Con ogni probabilità la chiesa venne riedificata e modificata svariate volte, la prima intorno al XVI secolo, poi verso il XIX ed infine agli inizi del XX, risultando, alla fine, molto snaturata rispetto a quella che precedentemente era stata. La chiesetta di San Domenico ai nostri giorni è dotata di un essenziale porticato, movimentato solo da una bifora cinquecentesca dalla quale è possibile godere del meraviglioso panorama del lago circondato dalle montagne. Sotto al portico si trovano quattro affreschi incorniciati che riproducono immagini di miracoli attribuiti a san Domenico. Sui dipinti sono riportati i seguenti titoli: il bambino restituito dal lupo, il miracolo delle fave, il ragazzo caduto dalla quercia e la trasformazione dei pesci dell’ingordo in serpi. Anche internamente la chiesetta risulta essere piuttosto spoglia. Alla destra del suo ingresso si trova un affresco quasi completamente scolorito raffigurante la Madonna con Bambino e dietro l’altare, di stile neogotico, è posizionata una statua ad immagine di San Domenico. Quasi di fianco all’altare, una piccola apertura sormontata da un sobrio architrave in pietra conduce al vero e proprio eremo, la grotta di San Domenico. Attraverso una piccola gradinata ricavata nella roccia si giunge nella parte superiore della grotta che custodisce ancora il letto del santo, anch’esso in pietra, fino a poco fa ricoperto delle travi di legno dove usava riposarsi il santo, ora trasferite nella chiesa parrocchiale di Villalago.
Indirizzo e contatti

